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Martedì, 21 Nov 2017
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Oggi 13 luglio 2017 il Mibact si è finalmente degnato di rendere pubblico quello che tutti noi già sapevamo, con la pubblicazione del decreto di proroga adottato il 30 giugno scorso, con cui viene fissato il nuovo termine dei lavori della Commissione al 31 dicembre 2017.

Ancora una volta viene quindi spostata di sei mesi la pubblicazione dell’elenco, ma ancor più grave è stata la completa mancanza di informative, e quindi di rispetto, verso di noi che quest’elenco lo aspettiamo da anni. 

Gioverà inoltre ricordare che la notizia della proroga è avvenuta solo dopo che l’avvocato Celli ha inviato una istanza-diffida alla Direzione Generale Educazione e Ricerca in data 3 luglio per conto dei ricorrenti e una istanza-diffida al Segretario Generale del Mibact in data 11 luglio, con cui ha dato un termine perentorio di 48 ore per la pubblicazione del decreto, minacciando di fare una segnalazione all'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) per violazione delle norme sugli obblighi di pubblicazione dei provvedimenti amministrativi (già pronta nel cassetto per essere inviata oggi alle ore 13:00).

Sempre nel nostro interesse, e grazie alle istruzioni dell’avvocato, abbiamo anche dato la possibilità (sfruttata da centinaia di colleghi) di inviare la richiesta di accesso civico e poi di accesso ai documenti amministrativi in modo da poter sapere a che punto è la nostra domanda di qualifica.

Se fino ad oggi abbiamo avuto di mira il Mibact come entità astratta, d'ora in avanti individueremo dei responsabili, intesi come persone fisiche, e li chiameremo a rispondere di eventuali negligenze e/o inefficienze.

Un cambio di strategia che metterà chiunque sbagli di fronte alle proprie responsabilità, così come è sempre stato richiesto a noi, che non abbiamo mai potuto godere di proroghe ed a cui non è stato concesso neppure il minimo errore formale, pena la non validità della domanda.

Per dar seguito a questa linea, abbiamo concordato con l'Avv. Celli di intraprendere una serie di iniziative legali, che saranno poste in essere nei tempi e nei modi che il nostro avvocato riterrà più opportuni.

Le nuove iniziative legali saranno volte a far accertare:

 

  • l'illegittimità del nuovo provvedimento di proroga (contro cui faremo ricorso)

  • l'illegittimità del comportamento dell'Amministrazione (diniego di accesso ai documenti, etc.. contro cui faremo ricorso)

  • il danno da ritardo e da perdita di chance che stiamo subendo (che chiederemo di accertare a tempo debito con separata azione risarcitoria)

  • le responsabilità in sede penale (che chiederemo di accertare se a ciò saremo costretti)

 

Presenteremo poi un esposto:

 

  • all'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC)

  • e all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).

 

Per esigenze di natura organizzativa, le attività di raccolta dei fondi necessari per le iniziative da intraprendere e di gestione delle adesioni, e tutte le connesse attività di coordinamento e di segreteria preliminari all'avvio delle azioni legali, non saranno gestite dall'ARR ma dal coordinamento ricorsi collettivi- co.ri.col. (cod. fisc. 94269450485), ente terzo di supporto esterno che curerà la realizzazione dell'iniziativa in collaborazione con lo Studio Legale Celli.

L'adesione alle iniziative che saranno promosse contro il Mibact si perfezionerà con il versamento del contributo previsto e con il conferimento della procura alle liti.

Il contributo è destinato al pagamento (i.v.a. inclusa) delle prestazioni professionali, delle spese di gestione, delle spese vive e di ogni altra spesa direttamente o indirettamente riconducibile all'iniziativa promossa. Gli aderenti non dovranno dunque sostenere alcuna altra spesa per l'attività professionale svolta dall'Avvocato.

La quota di adesione è di € 70,00 per chi ha già aderito alla cd. “class action restauratori” e per chi è socio ARR.

Per tutti gli altri la quota è di € 120,00.

Le istruzioni per aderire le trovate al seguente link

https://studiolegalecelli.com/iniziative-legali-collettive/

 

Inutile ribadire come a fronte di un esborso in denaro minimo, se paragonato al numero di ricorsi ed iniziative sopra elencate, godremo di una tutela legale significativa; il numero delle adesioni ci darà forza e ci permetterà di far finalmente valere i nostri diritti, sinora troppe volte violati.

Aderiamo quindi da subito.

Numerosi

Determinati

Stanchi forse, ma mai domi.

 

Il presidente

Andrea Cipriani

Ultimo aggiornamento (Giovedì 13 Luglio 2017 22:36)

 

Cari Colleghi

come sapete, il 30 giugno 2017 era la data indicata dal Mibact (con decreto direttoriale n. 79 del 29.7.2016) per la conclusione dei lavori della Commissione esaminatrice.

A distanza di 4 gg. il Mibact non ha fornito alcuna comunicazione in merito, per cui - ad oggi - non sappiamo se i lavori si sono effettivamente conclusi (ipotesi assai improbabile) o se è intervenuta una nuova proroga (ma in tal caso è anomalo che non ne sia stata data notizia con la pubblicazione del relativo provvedimento, come avvenuto per le altre proroghe).

Poiché è importante sapere come stanno realmente le cose, anche ai fini della sospensiva che sarà discussa nell'ambito del nostro ricorso venerdi 7 luglio, siamo costretti ad aprire un nuovo fronte contro il Mibact, contestando la violazione degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni.

Pertanto, prima ancora di procedere con l'azione risarcitoria e con le altre iniziative concordate con l'avvocato Celli, dobbiamo dare immediatamente un segnale, mettendo alle strette il Mibact anche sul versante della trasparenza e dell'accesso ai documenti.

A tal fine, vi trasmettiamo la richiesta di accesso civico (che è cosa diversa rispetto alla richiesta di accesso ai documenti amministrativi di cui alla legge 241/1990), che vorrete compilare, firmare e inviare all'indirizzo accessocivico@beniculturali.it .

L'accesso civico è lo strumento previsto dal decreto legislativo 33/2013 per favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali delle PP.AA. (la legge riconosce a chiunque il diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi di legge).

A seguito della richiesta (o meglio delle centinaia di richieste che perverranno), il Mibact avrà obblighi procedimentali ben precisi, e in caso di violazione non esiteremo, una volta esperiti i rimedi di legge, a presentare anche un esposto all'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Autorita).

Più saranno le richieste di accesso, più forte sarà il segnale che riusciremo a dare.

Vi INVITIAMO dunque a compilare la richiesta allegata, a firmarla e ad inviarla il prima possibile (magari entro domani) all'indirizzo di posta elettronica accessocivico@beniculturali.it

Il modulo è reperibile anche attraverso il seguente link

https://studiolegalecelli.com/accesso-civico/

La pre-adesione all'azione risarcitoria è ancora possibile attraverso il seguente link

https://studiolegalecelli.com/azione-risarcitoria/

Chi ha già inviato il modulo di pre-adesione non deve inviarlo nuovamente.

Il Presidente

Andrea Cipriani

Ultimo aggiornamento (Martedì 04 Luglio 2017 21:56)

 

Cari Colleghi,

vi informiamo che nell'ambito del nostro ricorso pendente dinanzi al TAR del Lazio (c.d class action restauratori coordinata dall'ARR) l'Avvocato Celli ha presentato nel nostro interesse istanza di sospensiva del decreto con cui è stato pubblicato l'elenco dei titolari dei diplomi SAF (decreto direttoriale Mibact-ER n. 77 del 21 luglio 2016).

L'udienza è stata fissata per il giorno 7 luglio 2017. In esito alla Camera di Consiglio il Giudice amministrativo valuterà se sospendere o meno il decreto impugnato.

L'iniziativa è stata intrapresa sulla base di tre presupposti:

  1. l'elenco dei diplomati S.A.F. è pubblicato sul sito del Mibact ormai da un anno e non è vero che è ininfluente ai fini dell'affidamento di incarichi di restauro (sia pubblici che privati); al contrario, l'esistenza dell'elenco pubblicato il 21 luglio 2016 (contenente 800 nominativi di restauratori a cui la qualifica professionale è già stata riconosciuta) sta facendo la differenza, nel senso che sia per la partecipazione a gare pubbliche che per l'autorizzazione di lavori privati i restauratori inclusi nell'elenco sono spesso e volentieri preferiti rispetto a chi è ancora in attesa di acquisire la qualifica;
  2. il Mibact non ha adempiuto all'ordinanza del T.A.R. n. 2500 del 14.2.2017 (pubblicata il 16.2.2017), a mente della quale a noi è stata imposta la notificazione per pubblici proclami con pubblicazione del sunto del ricorso nella Gazzetta Ufficiale (con una spesa di quasi 6.000 euro), mentre al Mibact è stato ordinato di fornire una relazione integrativa attestante lo stato effettivo della procedura relativa all’acquisizione della qualifica di restauratore (relazione che non è mai stata depositata);
  3. siamo quasi certi che il termine del 30 di giugno per la conclusione dei lavori della Commissione incaricata di esaminare le domande relative alla qualifica non sarà rispettato, per cui vi sarà una ennesima proroga.

La richiesta di sospensiva è stata presentata in tempo utile per ottenere una decisione già all'indomani del 30 giugno 2017, data in cui scade il termine dei lavori della Commissione. La richiesta è stata presentata perché non possiamo attendere con le mani in mano l'udienza di merito del 5 dicembre.

Con l'occasione, vi informiamo che abbiamo deciso di far partire immediatamente l'azione risarcitoria che ci eravamo riservati di intraprendere nel caso di ulteriore ritardo nella conclusione della procedura da parte del Mibact.

In mancanza di notizie eclatanti come la conclusione dei lavori entro il 30 giugno 2017, qualora dovesse intervenire una nuova proroga ci muoveremo immediatamente su più versanti, impugnando il provvedimento di proroga e chiedendo i danni al Mibact.

A tal fine, vi invitiamo a decidere subito se aderire o meno alle iniziative che saranno intraprese a partire dal 1° di luglio, con cui apriremo un nuovo contenzioso contro il Mibact, questa volta facendo valere la responsabilità ministeriale anche sul piano risarcitorio. Per l'adesione è prevista un contributo onnicomprensivo come per la class action.

Per partecipare all'iniziativa è richiesta una pre-adesione, che potrà essere effettuata fino al 30 giugno 2017 compilando e inviando telematicamente il modulo dati che trovate sul sito dello Studio Legale Celli attraverso il seguente link

https://studiolegalecelli.com/azione-risarcitoria/

Il Presidente

Andrea Cipriani

Ultimo aggiornamento (Venerdì 16 Giugno 2017 20:52)

 

Informiamo tutti gli iscritti delle Associazioni ARI, ARR, CNA e Confartigianato che con ordinanza del 16.2.2017, successivamente comunicata ai nostri Legali, il T.A.R. del Lazio ha ordinato la notifica dei ricorsi pendenti “per pubblici proclami”, cioé mediante pubblicazione sul sito del Mibact e con avviso in Gazzetta Ufficiale.

Con la medesima ordinanza il TAR ha disposto che il Mibact “fornisca una relazione integrativa in merito alle specifiche doglianze proposte dai ricorrenti”, da cui risulti l'effettivo stato sia della procedura relativa all'acquisizione della qualifica di restauratore sia della procedura concorsuale relativa ad 80 posti da Funzionario Restauratore.

Assegnati i termini alle Parti per lo svolgimento di tali adempimenti, il Collegio ha rinviato la discussione di tutti i ricorsi all'udienza del 5 dicembre 2017.

I legali delle Associazioni si stanno coordinando per le ulteriori iniziative da intraprendere a tutela della categoria fino alla predetta udienza, vigilando sull'esatto adempimento da parte del Mibact e valutando l'opportunità di avviare nuove azioni a seguito del deposito della predetta relazione.

           ARR - ARI - CNA - CONFARTIGIANATO


Ultimo aggiornamento (Lunedì 20 Febbraio 2017 21:19)

 

Cari Colleghi,

martedi 14 febbraio (a distanza di 5 mesi esatti dalla prima udienza tenutasi il 14 settembre 2016), si terrà dinanzi al TAR del Lazio l'udienza di discussione del ricorso collettivo (cd. class action restauratori) promosso dalla nostra Associazione e altri 534 restauratori per l'annullamento del decreto del Mibact del 21 luglio 2016, con cui è stato anticipato il riconoscimento della qualifica di restauratore nei confronti dei titolari dei diplomi S.A.F.

 

Come già sapete, nel nostro giudizio sono intervenuti ad adiuvandum (a favore) le associazioni ARI, CNA e Confartigianato; è invece intervenuta ad opponendum (contraria) l'associazione ORA.

  

Convinti delle nostre ragioni, in questi mesi non siamo stati fermi, ma abbiamo cercato con l'Avv. Celli di creare le condizioni affinché il TAR possa valutare il problema nella sua complessità.

Per questo abbiamo chiesto e ottenuto l'accesso a tutti gli atti amministrativi endoprocedimentali che hanno portato all'adozione del decreto di luglio e per questo abbiamo depositato in giudizio nuovi documenti e nuove memorie; inoltre, come concordato con le altre associazioni di categoria, siamo anche intervenuti ad adiuvandum (a favore) nei giudizi promossi dall'ARI e da CNA, anch'essi pendenti dinanzi al TAR del Lazio, al fine di dimostrare unitarietà della categoria e portare avanti un'azione congiunta.

Il 14 febbraio, dunque, tutte le associazioni di categoria (ARR, ARI, CNA e Confartigianato) si troveranno a discutere nel merito del ricorso, e in quella sede saranno illustrati i motivi di diritto per cui la stragrande maggioranza dei partecipanti alla selezione per l'acquisizione della qualifica di restauratore ritiene illegittimo il provvedimento anticipatorio della qualifica a favore di pochi.

Consideriamo il comportamento del Mibact un vero e proprio abuso: anticipazione della qualifica per 800 diplomati SAF per farli partecipare al concorso degli 80 funzionari e, parallelamente, proroga di un anno del termine per l'esame delle domande di tutti gli altri partecipanti alla selezione per la qualifica.

Quello che è accaduto è di una gravità inaudita, tanto più alla luce degli atti di cui siamo entrati in possesso e che ci riserviamo di utilizzare anche in altre sedi.

Dal 2009 ad oggi abbiamo impedito l'attuazione del vecchio articolo 182, che escludeva dal mercato del lavoro la maggior parte degli operatori; abbiamo proposto e ottenuto una nuova disciplina transitoria, ossia il nuovo articolo 182 introdotto con la legge 7/2013; abbiamo inviato una decina di diffide per far adottare prima le linee guida e per far pubblicare poi il bando; stiamo lottando per ottenere in tempi rapidi la conclusione della procedura (che secondo l'articolo 182 avrebbe dovuto concludersi il 30 giugno 2015), e finché non vedremo riconosciuti i nostri diritti non ci fermeremo. Anche perché dubitiamo, a ragion veduta, che la Commissione riesca ad esaminare le domande inviate entro Giugno 2017 !!

In sostanza, anche alla luce delle modifiche al Codice degli appalti pubblici e al Regolamento dei lavori inerenti i beni culturali, o ci battiamo fino alla fine o rischiamo di rimanere prigionieri di un sistema che ci vorrebbe vittime, incolpevoli sì, ma rassegnate MAI!

Per questo, ancora una volta, invitiamo tutti ad una partecipazione consapevole e attiva, ognuno per quello che può, anche solo facendoci sentire il proprio sostegno iscrivendosi alla nostra Associazione.

Più siamo e più contiamo.

Il presidente

Andrea Cipriani

 
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